Sono neri.
Per nutrire la loro famiglia
Lavorano nelle miniere dei Bianchi
Lavorano per vivere
Lavorano perchè le loro famiglie vivano.
Sono neri
Non hanno nessuna voglia di morire,
Eppure
Sono morti
Morti nel sottosuolo,
Morti in fondo alla miniera.
Sono neri.
Sono morti in fondo alla miniera di un Bianco.
Chi nutrirà gli orfani e le vedove?
Chi tornerà a dare speranza
A questo popolo nero?
Sono morti,
Morti nel sottosuolo,
Come dei topi
Morti in fondo alla miniera nera;
I figli dei morti
Hanno diritto al loro posto al sole,
Quel sole di vita
Che Dio dispensa
Ai Bianchi e ai neri.
Sono neri,
Sono morti
Perchè i loro figli
Vivano in libertà.
Assiba Akakpo
Poeti Africani Anti-Apartheid
Edizioni dell'arco
giovedì 21 maggio 2009
Morto nel sottosuolo
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martedì 3 marzo 2009
Calamandrei sulla scuola
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico".
Piero Calamandrei
discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950
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venerdì 27 febbraio 2009
fiducia...forse si
Non ho mai avutto fiducia nel potere taumaturgico e rivoluzionario di un uomo solo che incarna il simbolo e la speranza del cambiamento. Per cui ho molte riserve e molti dubbi sulla capacità e la forza che avrà Obama di cambiare molte cose.
Tuttavia bisogna ammettere che nel suo primo mese di mandato è riuscito la dove la sinistra italiana fallisce ormai da venti anni. Obama ha detto che è necessairo tassare i più ricchi per pagare le cure sanitarie ai poveri. Quando in Italia ci hanno provato la Sinistra (nella sua versione spezzatino) o la CGIL l'idea è stata accantonata in men che non si dica.
Forza Sinistra Spezzatino, forza Partito Demo-Deflagrato che prima o poi eleggeremo un presidente nero anche in Italia. Speriamo prima che il Governo non li cacci tutti a calci nel...
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giovedì 26 febbraio 2009
baroni
Loro quello che hanno se lo sono sudato con la mente.
Sono creature che pensano di essere l'elites culturale di questo paese, la spina dorsale dell'intelighenzja italiana. Loro sono la sinistra vera, dura e pura, quella che capisce i problemi degli altri, ma che non può fare niente perchè "il sistema è così" e hanno la ricerca da portare a termine.
Loro sono quelli che difendono la democrazia firmando appelli lanciati da eminenti intellettuali e colleghi italiani ed internazionali. Povere creature indifese e attaccate da studenti che li chiamano con nomi orribili e feudali, mentreil governo vessa solo loro. Queste creature guardano alla formazione d'oltre oceano e al privato come la risoluzione di tutti mali, ma sono per il pubblico e guai a chi dice il contrario. Insomma queste creaturine così vessate, maltrattate, scarsamente considerate, ma che si spendono per il paese, sono l'anima della democrazia e della gauche italiana.
Peccato che la quotidianità dimostri il contrario. Odiano la partecipazione degli studenti, se non quella servile e appiattita sui loro giusti pensieri. Pensano che il mondo giri attorno a loro e alla loro spocchia intellettuale.
Tutto ciò che non è "cultura", "intellettualità" intesa nel loro modo di vedere è ciarpame sindacale. Se uno studente rivendica dei diritti, quello studente non è degno di essere considerato tale, ma solo un piccolo truffatore che sfrutta i buchi del sistema per intaccare la posizione del docente, posizione sociale acquisita e privilegiata. Posizione da difendere. Loro sono quelli che quando sentono parlare di contrattualizzazione hanno i brividi alla schiena. Loro sono quelli che quando parli di organi di governo elettivi e non per afferenza sentono attaccata la loro nobiltà sociale.
Insomma, loro sono quelli che pur di difendere se stessi e i loro privilegi, si ammantano di gauchismo accusando gli altri di occuparsi delle stronzate quotidiane.
Ovviamente ci sono tante e riconosciute eccezioni in questa massa. Ma la categoria è questa. E ogni giorno fa di tutto per dimostrare coi fatti quello che nega a parole.
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mercoledì 25 febbraio 2009
Con l'UDC...a tutto c'è un limite
Oggi sul Corriere Nichi Vendola non esclude ipotetiche alleanza con l'UDC e dice che "se si vuole vincere, è indispensabile cercare di aprire varchi nel blocco sociale di centrodestra dominato da Berlusconi.". Sarà anche vero che il tema del blocco sociale che si costruisce o ricostruisce è importante e centrale, d'altronde il voto popolare è ormai fortemente polarizzato proprio nel centro destra, ma ipotizzare o non escludere un allenza con l'UDC è un pò troppo.
L'UDC è pur sempre il partito che ha governato con Berlusconi e che continua a governare con la destra in moltissime amministrazioni locali. Amministrazioni dove ogni giorno si privatizza, si taglia lo stato sociale, si...a livello nazionale l'UDC è contro il testamento biologico, contro il diritto all'aborto, per i fondi alle università e scuole private. E non si può dire come fa il Pd che anche nella prima repubblica c'erano alleanza variabili. Al governo nazionale DC-PSI e al livello locale si poteva fare PCI-PSI oppure DC-PSI e via dicendo...Oggi ci sono problemi che rendono questo schema improbonibile. Le regioni hanno competenze legislative enormi e la gestione dei loro bilanci impone scelte politiche di fondo: si sta con il pubblico o il privato? Lo stesso vale per i servizi pubblici locali.
E poi oggi più che mai c'è una crisi democratica in corso. Come si fa a dire che con l'UDC si può quando in Lombardia questo partito governa con la Lega Nord che vuole le ronde, e An che militarizza il territorio? E nelle regioni del sud? Il malaffare che fine ha fatto? La sicilia di Cuffaro? Io credo che ci sia una linea politica unica e unitaria che lega governo nazionale e governo del territorio, che non può essere separata pena la giustificazione dei localismi, dei particolarsimi per cui da una parte la privatizzazione dell'acqua va bene (se ci siamo noi a farla) e da un'altra parte no (se siamo all'opposizione).
E lasciamo stare le posizioni dell'UDC su laicità, lavoro, scuola pubblica (ma Vendola si è scordato che i comuni gestiscono i fondi alle materne?) e rapporto con il sindacato. Già, secondo Casini il Pd deve scegliere tra la CGIL di Epifani (madonna, uno Kmer Rosso) e la CISL di Bonanni...
Il problema è il blocco sociale? Io non sono abituato a fare il duro e puro, ma non si può continuare a pensare che la sinistra dipenda dalle ennesime scadenze elettorali. Certo un rafforzamento elettorale ci consetirebbe un salto organizzativo. ma non è mica scontato che eleggere qualche consigliere provinciale significhi costruire la sinistra se puoi questo eletto non ha un partito a cui riferire, un partito da cui trarre aiuto...sarà l'ennesimo eletto solo e autoreferenziale sia in senso positivo, sia negativo.
Il blocco sociale...bene cominciamo a discutere seriamente le proposte, le idee da contrapporre e proporre e provi La Sinistra a ricostuire un pezzo di blocco sociale a cui fare riferimento e a cui parlare.
Non so se riuscirei a votare La Sinistra in una coalizione in cui c'è anche l'UDC...ma a quel punto le alternative si fanno davvero poche...lo ripeto a me non piace la politica del duro e puro...ma a tutto c'è un limite.
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mercoledì 18 febbraio 2009
i sogni son desideri...
I sogni son desideri, ma la politica è fatta dalle cose reali. Qualcuno dovrebbe spiegarlo a WV. E poi se il suo sogno è il Pd che incubo orribile.
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tino colacillo
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